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Testimonianze Romane, Aree Archeologiche di Fiesole

Testimonianze archeologiche del periodo romano

Area archeologica di Fiesole

Gli scavi archeologici di Fiesole si estendono su una vasta area di circa tre ettari, inclusa esattamente nel cuore del centro storico della cittadina, subito alle spalle del Duomo, con ingresso a pochi passi da Piazza Mino da Fiesole. Si tratta di un’area pressappoco triangolare, delimitata a nord dalla cinta delle mura etrusche, e sugli altri due lati da via Marini e via Duprè. Gli scavi dell’area archeologica hanno fatto emergere una serie di edifici monumentali che risalgono all’epoca in cui Fiesole fu florida colonia romana: fra questi, l’area sacra del tempio etrusco, sulle cui rovine sorse in seguito quello romano, le terme con le sue vasche ancora ben visibili ed il teatro romano, vero e proprio monumento-simbolo di Fiesole, forse la risorsa culturale più conosciuta e visitata della cittadina.

Gli scavi dell’area archeologica fiesolana, compresa nella vallata fra i colli di San Francesco e Sant’Apollinare, furono intrapresi inizialmente da privati nel 1809, per essere successivamente intrapresi, nel 1873, dal Comune di Fiesole che acquistò i terreni in cui erano emersi alcuni reperti occasionali.

L’area archeologica di Fiesole rappresenta il luogo in cui sorgeva l’antico Foro della colonia romana di Faesulae. Dagli scavi effettuati sono emersi edifici e reperti risalenti ad un periodo comprendo fra il III secolo a.C. ed il II secolo d.C..

L’enorme quantità di reperti emersi dagli scavi di Fiesole e dintorni ha portato anche alla fondazione del Museo Civico Archeologico, annesso all’area archeologica. La visita all’area archeologica ed al Museo Civico si effettua con un medesimo biglietto valido per entrambi. Il complesso archeologico, con ingresso in via Portigiani 1, può essere visitato nei seguenti orari:

  • gennaio – febbraio 10.00 – 14.00, chiuso il martedì
  • marzo 10.00-18.00
  • aprile-settembre 10.00-19.00
  • ottobre 10.00-18.00
  • novembre-dicembre 10.00-14.00 chiuso il martedì

Terme

Il complesso termale occupa la parte orientale del sito archeologico e comprende le strutture tipiche dei balnea di epoca romana, con uno spazio coperto ed uno all’aperto. La parte coperta si componeva dei tre ambienti tipici delle terme romane in toscana:

  • frigidarium, caratterizzato dalla presenza di una vasca semicircolare, originariamente in marmo, separata da una zona di incontro per gli avventori per il tramite di tre archi a tutto sesto che rimangono ancora in piedi e che rimangono tutt’ora uno degli elementi visivamente più caratteristici dell’intera area archeologica;
  • tepidarium, un tempo fornito di forno per immettere calore e vapore acqueo in questo ambiente;
  • calidarium, presso il quale sono ancora visibili i due forni per il riscaldamento delle acque, il labrum, la vasca per lavarsi dopo aver sudato, ed il laconicum, che costituiva la vasca più calda.

Teatro

Si tratta della tipica costruzione in stile greco, in cui la cavea a gradinate semi-circolare viene scavata nel fianco della collina e costruita utilizzando la pietra estratta nel corso dei lavori. Il monumentale emiciclo del Teatro, che occupa la sezione centrale del sito archeologico risale al periodo compreso fra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. ed è tutt’oggi in perfette condizioni di conservazione e di acustica, tanto da essere utilizzato dal Comune per ospitare i principali appuntamenti del più grande evento di musica e spettacoli che si tiene a Fiesole: l’Estate Fiesolana.

Restaurato nel III secolo d.C., il Teatro ha restituito nel corso degli scavi una quantità di fregi marmorei, decorazioni ed epigrafi, tutto materiale attualmente conservato all’interno del Museo Archeologico. Frutto in parte della ricostruzione delle gradinate, il Teatro Romano può agevolmente contenere diverse centinaia di persone, grazie ad un diametro di ben 34 metri.

Tempio

La zona sacra del Foro romano sorge nella parte occidentale dell’area archeologica, sul lato opposto alle Terme cui era collegato tramite una strada di cui residuano sparute tracce. Il tempio romano di Fiesole sorse a sua volta sulle rovine del precedente tempio etrusco, innalzato nel IV secolo a.C. e distrutto nel I secolo a.C. da un incendio nel corso della conquista romana di Fiesole.

Più piccolo del successivo tempio romano, quello etrusco è ancora parzialmente leggibile: una scalinata immetteva nel portico antistante la cella, ossia il vero ambiente sacro, a sua volta affiancato da due ambienti ulteriori adibiti a magazzino. Due altari votivi si ergono tutt’oggi dinanzi alla facciata del tempio.

L’area del tempio ha restituito una grande quantità di reperti e suppellettili rituali, fra i quali una stipe con bronzetti votivi, monete, resti di fregi del frontone (come lo splendido torso di guerriero) e frammenti policromi a forma di testa di Gorgone, tutti conservati oggi preso il Museo Archeologico. Il tempio romano ripercorre sostanzialmente quello etrusco, con l’unica differenza di un leggero ampliamento dell’area occupata e del progressivo innalzamento della piattaforma su cui sorgeva l’edificio sacro, elemento accentuato dal rifacimento avvenuto nel III secolo d.C..

Necropoli longobarda

L’intera area oggi occupata dagli scavi del Foro romano di Faesulae sono stati occupati, in epoca longobarda, da una vasta necropoli. Attorno al VI secolo d.C. infatti, la prestigiosa area fu utilizzata come terreno di sepoltura dai Longobardi che, da un lato, utilizzavano le rovine romane ed etrusche come pietra di cava, per costruire nuovi edifici, dall’altro sfruttavano gli incavi del terreno che venivano a formarsi per tumulare i defunti.

E’ così che l’intera area archeologica riportata alla luce nell’Ottocento è stata per un lungo periodo usata come cimitero. Questa funzione cimiteriale è emersa grazie agli scavi effettuati fra il 1910 ed 1912 che hanno riportato una notevole quantità di preziosi reperti funerari: corredi e suppellettili in bronzo, ferro, vetro e ceramica oltre ad un a serie di resti di inumazioni sono emersi dal terreno sfruttato per secoli come necropoli. Tutti i materiali emersi dalle necropoli longobarda sono anch’essi conservati nelle teche del Museo Civico Archeologico.

Museo Archeologico

Il Museo Civico Archeologico di Fiesole ospita una sala appositamente dedicata ai reperti emersi dagli scavi eseguiti sull’area archeologica dell’antico Foro romano. Fra i pezzi di maggior pregio ed interesse culturale ed artistico spiccano:

  • il torso di belva feroce (forse una lupa o una leonessa) in bronzo attribuito all’età etrusco-ellenistica;
  • alcune lastre in marmo derivanti dalla decorazione del frons scenae del teatro e due teste a tutto tondo che facevano parte della decorazione scultorea del medesimo edificio (rappresentano rispettivamente l’imperatore Claudio e Messalina);
  • una statua in marmo raffigurante Ercole fanciullo proveniente dagli scavi delle Terme;
  • bronzetti votivi e decorazioni architettoniche dal Tempio.